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Natale in giro per il mondo

Natale_Palla

Non è un post sulle vacanze, anche se chi scrive non disdegnerebbe affatto una nuova avventura alla scoperta di nuove terre…ma in un certo senso si viaggia lo stesso, per immergersi brevemente in culture e usi diversi.

Dalla cena romantica a due la sera della vigilia in Giappone al barbecue del giorno di Natale in Australia alle 12 portate del cenone di Natale in Russia (che si celebra il 7 gennaio) c’è proprio  di che girare e farsi girare la testa, tante sono le diversità e le variazioni sul tema, come ci racconta questo link di Houzz.

Particolarmente bella è la tradizione dello scambio di libri  alla vigilia di Natale, ancora viva e sentita in Islanda

Ogni autunno, le famiglie islandesi ricevono gratuitamente un catalogo in cui vengono presentati tutti i nuovi titoli disponibili in libreria, per poter meglio selezionare quelli da regalare ai propri cari. E, tra i doni, la preferenza cade, nella maggior parte dei casi, proprio su autori islandesi e libri cartacei: il piacere di sfogliare le pagine di un volume è ancora forte, e spinge a privilegiare questi ultimi rispetto agli e-book.

In Cina è consolidata l’usanza del dono delle mele, frutto simbolo di una festa che con una connotazione si potrebbe dire più carnevalesca viene ormai regolarmente celebrata, all’insegna del colore a tutto tondo.

In Finlandia, la sauna non può mancare neppure alla vigilia di Natale, mentre in Inghilterra le lettere per Babbo Natale non vengono spedite per posta ma attraverso un caminetto agghindato di tutto punto.

E senza nulla togliere alla bellezza e al calore di un bel fuoco vivo, il bagliore del Festival de la Luz in Costa Rica non manca assolutamente di fascino, come quello che in Argentina proviene dalle lanterne di carta lanciate in volo la sera della vigilia.

In Venezuela, invece, lo sguardo torna basso per ammirare la gente che sfreccia sui pattini lungo le strade di Caracas, chiuse al traffico per l’occasione.

E dall’asfalto all’acqua, spetta al Brasile il primato dell‘albero fluttuante più grande del mondo, con i suoi 85 metri di sfavillante bellezza!

Una carrellata davvero interessante, insomma, come raccontano, anche meglio delle parole, dalle suggestive immagini  proposte dal sito House Beautiful.

Non può mancare l’augurio conclusivo di buone festività e l’invito al rispetto per le altre culture e usanze…perché, suonerà anche banale, ma il mondo è bello “proprio” perché è vario 😉 !

 

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L’ambiente sfila in passerella

L’ambiente continua a catalizzare l’attenzione e solo qualche ora fa anche il Papa ha richiamato l’urgenza di politiche adeguate e di scelte consapevoli per non imboccare una via senza ritorno.

La moda non può sottrarsi a quest’urgenza e ci mette del suo, con una serie di iniziative che a vario titolo mirano a tutelare le risorse naturali e i diritti degli animali.

La slow fashion di cui parliamo ha dato ampia prova di sé in varie occasioni, tra cui il Met Gala del 2016 e l’eco-sostenibilità è ormai una strada maestra che tanti intendono percorrere, anche per mere ragioni di mercato, vista la crescente sensibilità dei consumatori per le questioni ambientali.

Solo qualche anno fa, (…) ad esempio, la stilista inglese Stella McCartney era tra i pochissimi nel suo settore ad imporre indicazioni precise nel design dei suoi prodotti (abbigliamento e accessori) affinché non includessero cuoio, pellame, pellicce o loro derivati, ma solo fibre alternative, nel pieno rispetto degli animali.

La tendenza del fur-free ha invece contagiato (a sorpresa ?) molte griffe, tra cui Armani, e sono stati istituiti vari premi per lodare le eccellenze di questo forte impegno a tutto tondo, come iGreen Carpet Fashion Awards Italia” o i “PETA Fashion Awards 2016 , nonché veri e propri eventi come la “Fashion Revolution Week“, “un invito a tutto il fashion system a reimmaginare un futuro costruito su solide basi etiche: più rispetto per i diritti umani, grande attenzione per le risorse della terra e più trasparenza in tutta la filiera produttiva per rendere il consumatore più consapevole delle sue scelte di stile.”

 

Una rivoluzione di tutto rispetto, dunque,  che fornisce gli strumenti giusti per un acquisto informato e consapevole, offrendo anche la possibilità di documentarsi a dovere grazie a classifiche ben dettagliate, come  questa  pubblicata sul sito LadyBorsa, con indicati i brand italiani e stranieri  che hanno sposato la causa dei diritti ambientali, umani e animali.

Seguendo questo solco, anche Gucci figura tra le firme fur-free per il 2018. Citando infatti la pelliccia, il presidente della Maison Bizzarri ha parlato di un capo ormai “fuori moda” e ha rivendicato “l’impegno assoluto” di Gucci di fare “dello sviluppo sostenibile un elemento cruciale della nostra attivita’”. Non solo. Ha anche promesso, stando al Times, che il ricavato dalle vendite di pellicce di quest’anno sara’ devoluto ad associazioni per la difesa degli animali come Humane Society International (Hsi) o l’italiana Lav (Lega antivivisezione).

Niente di sorprendente, se si pensa che due dei giganti della moda menzionati, Gucci appunto e Stella McCartney, fanno oltretutto parte di un gruppo denominato Kering che dal 2012 conduce un programma di Corporate Responsability articolato in vari punti: il reperimento di materie prime (tre anni fa il primo cappotto Gucci in cashmere innovativo, tessuto composto per il 70% da cashmere reingegnerizzato proveniente da scarti), il disutilizzo di sostanze dannose (il marchio produce pelletteria metal-free, confezionata con processi di concia senza metalli pesanti), la riduzione del consumo di acqua, il controllo sui fornitori e lo sviluppo di professionalità concentrate su questi obiettivi.

Chi l’avrebbe mai detto che l’impegno potesse sfilare in passerella?

Che corde così profonde potessero essere toccate con argomenti “futili”?

Che la moda, così “leggera”, avesse invece il suo bel peso?

La risposta dalla fondatrice di Eco-Age  Livia Firth:

Molti la considerano una cosa frivola, ma non potrebbero fare errore più grande.

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Back to Work…Back to Sport!

Ritorno al lavoro non è sinonimo di ritorno in poltrona e di bando al moto!

Rientrare dalle ferie non avrebbe senso se non si tentasse di mantenere vivo il recupero delle forze fisiche e mentali tanto faticosamente raggiunto (?) durante le vacanze.

Quindi, largo al movimento e al benessere, in tutte le salse!

La salute psicofisica ringrazierà e, dall’attitudine positiva che rende inclini ad “agire senza impazzire” mettendo in pratica una strategia di Guerrilla Time, anche l’impiego fruttuoso del tempo trarrà i suoi vantaggi.

Su questa scia, perché non concedersi piacevoli momenti da trascorrere in luoghi come terme, spa, beauty farm o hammam?

E perché, prima di immergersi a capofitto in esperienze multisensoriali, non imparare a distinguere l’uno dall’altro questi luoghi, per cominciare “in bellezza”?

le terme sono parenti molto strette delle SPA, o meglio: nel caso in cui una SPA sfrutti le benefiche acque sorgive provenienti dal sottosuolo, allora si può parlare di Terme.

Con beauty farm si definisce, invece, “un centro in cui la bellezza viene conquistata attraverso un lavoro muscolare, cioè tramite massaggi manuali, e trattamenti ..eseguiti servendosi di macchinari all’avanguardia.”

L’hammam si snoda attraverso l’apodyterium (spogliatoio), il tiepidarium (stanza di preparazione al bagno con temperatura tra 30-35°C) e il calidarium (stanza del bagno vera e propria  con temperature che vanno dai 40-45°C e un tasso di umidità del 95%).

Ma non finisce qui, e le opzioni tra cui scegliere si moltiplicano con flotarium tepidarium, frigidarium,  laconicum .

L’haloterapia  chiude il cerchio, ma solo in attesa che arrivino altre tendenze a spopolare tra la già nutrita schiera di possibilità.

Chi preferisse mantenere al top il tanto ambito vigore mentale e fisico con un impatto però strong,  può puntare sul buon “vecchio” sport, avendo la possibilità di variare tra le discipline più tradizionali e quelle che, almeno sul piano locale, hanno preso piede da poco.

Solo per fare qualche nome: sandboarding, peteca, beach tennis, Bossaball, snowkite e tantissime altre.

Anche in palestra, le novità non si fanno certo attendere, ed ecco fioccare meraviglie quali Fit&Funky, Jindafit, Insany-T e Animal moves, direttamente da Rimini Wellness 2017.

La forma fisica, dunque, tiene sì d’occhio l’estetica ma ha un occhio di riguardo per la salute.

D’altronde, che l’attenzione per il vivere sano sia incredibilmente cresciuta lo testimoniano le scelte dei consumatori e le ultime tendenze registrate in fatto di cibo e viaggi.

Si dà sempre più preferenza, non a caso, a luoghi in cui sia molto stretto il contatto con la natura e in cui si consumino cibi biologici e a chilometro zero.

Non resta che prendere atto delle buone pratiche utili a mantenersi sani e produttivi al tempo stesso, senza perdersi un attimo della vita che inesorabile scorre!

 

 

 

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