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Back to Work…Back to Sport!

Ritorno al lavoro non è sinonimo di ritorno in poltrona e di bando al moto!

Rientrare dalle ferie non avrebbe senso se non si tentasse di mantenere vivo il recupero delle forze fisiche e mentali tanto faticosamente raggiunto (?) durante le vacanze.

Quindi, largo al movimento e al benessere, in tutte le salse!

La salute psicofisica ringrazierà e, dall’attitudine positiva che rende inclini ad “agire senza impazzire” mettendo in pratica una strategia di Guerrilla Time, anche l’impiego fruttuoso del tempo trarrà i suoi vantaggi.

Su questa scia, perché non concedersi piacevoli momenti da trascorrere in luoghi come terme, spa, beauty farm o hammam?

E perché, prima di immergersi a capofitto in esperienze multisensoriali, non imparare a distinguere l’uno dall’altro questi luoghi, per cominciare “in bellezza”?

le terme sono parenti molto strette delle SPA, o meglio: nel caso in cui una SPA sfrutti le benefiche acque sorgive provenienti dal sottosuolo, allora si può parlare di Terme.

Con beauty farm si definisce, invece, “un centro in cui la bellezza viene conquistata attraverso un lavoro muscolare, cioè tramite massaggi manuali, e trattamenti ..eseguiti servendosi di macchinari all’avanguardia.”

L’hammam si snoda attraverso l’apodyterium (spogliatoio), il tiepidarium (stanza di preparazione al bagno con temperatura tra 30-35°C) e il calidarium (stanza del bagno vera e propria  con temperature che vanno dai 40-45°C e un tasso di umidità del 95%).

Ma non finisce qui, e le opzioni tra cui scegliere si moltiplicano con flotarium tepidarium, frigidarium,  laconicum .

L’haloterapia  chiude il cerchio, ma solo in attesa che arrivino altre tendenze a spopolare tra la già nutrita schiera di possibilità.

Chi preferisse mantenere al top il tanto ambito vigore mentale e fisico con un impatto però strong,  può puntare sul buon “vecchio” sport, avendo la possibilità di variare tra le discipline più tradizionali e quelle che, almeno sul piano locale, hanno preso piede da poco.

Solo per fare qualche nome: sandboarding, peteca, beach tennis, Bossaball, snowkite e tantissime altre.

Anche in palestra, le novità non si fanno certo attendere, ed ecco fioccare meraviglie quali Fit&Funky, Jindafit, Insany-T e Animal moves, direttamente da Rimini Wellness 2017.

La forma fisica, dunque, tiene sì d’occhio l’estetica ma ha un occhio di riguardo per la salute.

D’altronde, che l’attenzione per il vivere sano sia incredibilmente cresciuta lo testimoniano le scelte dei consumatori e le ultime tendenze registrate in fatto di cibo e viaggi.

Si dà sempre più preferenza, non a caso, a luoghi in cui sia molto stretto il contatto con la natura e in cui si consumino cibi biologici e a chilometro zero.

Non resta che prendere atto delle buone pratiche utili a mantenersi sani e produttivi al tempo stesso, senza perdersi un attimo della vita che inesorabile scorre!

 

 

 

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God save the environment…da Trump!

Thinking Minds

Lunga vita all’ambiente, verrebbe da augurare oggi, giornata mondiale  tutta dedicata a questo bene tanto prezioso quanto bistrattato.

Eppure, nonostante le attenzioni sull’argomento non manchino, con un calendario fitto di date significative per onorarne l’importanza, sembra ci sia poco da stare allegri.  A cominciare dal passo compiuto recentemente da Trump nella direzione opposta agli intenti comuni, dettati da dati scientifici e buon senso.

Un passo da gambero, quello del presidente a stelle e strisce che si è ritirato dal prezioso Accordo di Parigi con grande disappunto dei grandi del vecchio continente e del  predecessore, che della causa aveva invece fatto la sua bandiera.

Prova ne sia l’elenco di ben 15 record positivi registrati durante l’amministrazione Obama, stilato da Mother Nature Network [in].

Altri avrebbero raccolto la preziosa eredità ma Trump l’ha completamente rinnegata. Per averne un saggio, basta leggere la lista riportata in quest’articolo [in].

Da un capo all’altro del mondo, l’abitante dell’Eliseo ha dal canto suo rimarcato il peso del piano d’azione globale di Parigi ideando un motto nato parafrasando lo slogan del tycoon: “Make our planet great again”.

Noi purtroppo non siamo invitati al tavolo dei potenti ma, oltre a sperare in un tempestivo cambio di rotta e nell’adozione di comportamenti virtuosi, possiamo intanto continuare a coltivare il più assoluto rispetto per il mondo che ci ospita, a vivere in comunione con la natura e a cercare di migliorare la qualità della vita con tutti i mezzi di cui disponiamo.

Anche abbracciando la pratica del forest bathing.

Lo Shinrin-yoku arriva dal Giappone ed è un’attività che promuove attivamente il digital detox per stabilire una sana connessione con l’ambiente e rigenerare corpo e spirito.

Le trappole disseminate in rete sono infatti troppe e deleterie sia sul piano fisico che  mentale ed è importante per questo prenderne coscienza e porvi rimedio prima di incappare in  conseguenze gravi, alcune delle quali segnalate nell’articolo.

Non vorremo mica fare come lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia?

O fare anche noi il passo del gambero, a meno che non si tratti del ballo di grido della prossima estate?

Di certo, chi si mobilita non manca e si levano cori di protesta al grido di We are still in”.  

 

 

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Keep Calm and Unplug – Seconda parte

marmon

Tutto quello che succede nel mondo non rende particolarmente inclini al relax ma, sarà la bella stagione o proprio una disperata voglia di reagire per non soccombere agli eventi e all’ansia, il richiamo alla connessione con il mondo (quella vera, non tecnologica)  è forte.

Manager avveduti e accorti prendono così iniziative come sospendere temporaneamente lo scambio interno di email in azienda per favorire l’interrelazione dei dipendenti  oppure andare in ritiro in Nord Europa per ritrovare silenzio ed equilibrio dietro la guida di un esperto coach, abbandonando giacca e cravatta in favore di abiti mentali più smart. Un po’ come Bjork che alimenta la sua arte passeggiando per la tundra islandese. Lei può, direte voi, ma è sufficiente un parco cittadino, o un piccolo angolo di mondo purché proprio, per ragionare out of the box  (dove per box si intenda la scatola metallica che è il device di turno 😉 )

Già, perché “C’è vita oltre lo smartphone, riuscite ancora a vederla?” come titola l’articolo che parla di un video in cui

un ragazzo si avventura alla scoperta della natura selvaggia del Kerala (zona dell’India meridionale). Mentre la voce fuori campo descrive la bellezza di “un mondo dove per entrare non è richiesta una password”, dove la guida è il proprio cuore non una App e per memorizzare un ricordo al massimo si può fare un disegno. Un mondo dove il cinguettio degli uccelli non dipende da 40 caratteri e per trovare un amico non serve “inviare una richiesta”. E’ la realtà che abbiamo intorno e che forse troppo spesso dimentichiamo di vivere al di là di uno schermo.

Essere troppo assorti dal digitale azzera infatti in qualche modo il mondo reale, circostanza questa che può addirittura nuocere alla salute, come sostiene uno studio secondo cui i selfie cancellano la memoria. Si dovrebbe invece sposare una tendenza ben più sana, oltre quella di guardarsi maggiormente intorno: ascoltare il respiro concentrandosi sul presente che si vive, applicando la tanto sbandierata  mindfullness che, si spera, ci salverà dall’oblìo.

Lo stesso Papa Francesco invitava tempo addietro alla socialità, spegnendo “le voci esterne” a tavola per focalizzarsi su voci ben più importanti, quelle dei familiari, come se l’ascolto, di se stessi e degli altri, fosse alla fine la chiave del rebus.

Lo hanno capito anche gli americani, proponendo gelato gratis a chi consuma il pasto senza degnare di uno sguardo il “diavolo tentatore”. Di solito, si riserva a questo fin troppo fedele compagno il posto d’onore accanto alla forchetta; in questo caso, invece, viene “servito in tavola” in una gabbietta che intrappola trilli e strilli (di chi, rispondendo alle chiamate, urla imperterrito per coprire i rumori di fondo del locale).

E si moltiplicano anche in Italia le iniziative di librerie technology-free che bandiscono l’uso del cellulare per regalare un autentico viaggio nella conoscenza.

Non sarà un caso, in fondo, se parlando di conoscenza si sia passati dall’amore ai tempi di internet, attraverso siti di incontri ultrastrombazzati, all’amore “in” siti reali e più speciali dei luoghi virtuali, come la magica Irlanda, che con il suo Matchmaking omaggia non solo il ritorno all’autenticità del cheeck to cheeck  ma anche la propria storia, come ben spiega  l’articolo:

Da queste parti il Matchmaking è una vera e propria istituzione, che affonda le proprie radici nell’antica usanza dei proprietari terrieri irlandesi di recarsi a riposare nelle terme di Lisdoonvarna per riprendersi dal lavoro estivo nei campi e, nel frattempo, cercare moglie.

Si impone insomma il downtime inteso come tempo di riposo dai device, anche per scongiurare che prenda forma l’antiestetica i-gobba   ed evitare di tasformarsi in social zombie  ben più spaventosi di quelli del famoso video di “Thriller”. Il che è tutto dire.

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