4 modi per parlare di ambiente : Cop21, urban farming, xeriscaping e art running


La “casa comune” che ci ospita, è al centro di “Laudato si‘”, la recentissima Enciclica verde di Papa Francesco, disponibile qui.

L’attenzione è rivolta alla stretta correlazione che unisce le condizioni del pianeta e le condizioni dell’uomo, toccando temi quali visisezione, Ogm, rifiuti, decrescita.

Duro nei toni, scomodo e fuori luogo per quanti sostengono che l’argomento esuli dalla portata e dalle competenze di un pontefice, questo intervento si inserisce perfettamente in una cornice di eventi tesi a  sottolineare il peso che rivestono le tematiche ambientali.

Mentre, infatti, all’Expo è di scena l’importanza del cibo come risorsa da non sprecare e come base di una sana alimentazione (complice anche la presenza di Michelle Obama), in Francia si vara una legge che costringe i supermercati a donare il cibo avanzato in beneficenza, preparando il terreno per la  Cop21. Conferenza, che – si apprende dal link riportato – si propone di “definire un accordo tra tutti i Paesi parte, ben 195, per limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C e al tempo stesso mitigare gli effetti che inevitabilmente i cambiamenti climatici stanno causando.”

L’invito del Ministro dell’Ambiente francese Royal a evitare il consumo di Nutella, cui non è mancata la pronta risposta della moglie del premier italiano, riporta l’attenzione sul tanto dibatutto utilizzo dell’olio di palma, sul banco d’accusa per i danni alla salute e per il forte contributo alla deforestazione nel sud-est asiatico in particolare.

A difesa del noto prodotto italiano a base di nocciole, si schierano il ministro dell’Ambiente italiano Galletti e i fatti. Sembra, infatti, che l’Italia occupi il posto d’onore nei controlli effettuati sui prodotti alimentari e che la Ferrero, produttore della gustosa crema, non smentisca questo dato ma lo corrobori.

A proposito di colossi del mercato di ogni ordine e grado, anche la Microsoft mostra di avere una coscienza ambientale con l’iniziativa dell’urban farming, l’orto aziendale che si rende protagonista della “coltivazione diretta di frutta e verdura all’interno di micro-serre avveniristiche“.

Passando dai “giganti” al lillipuziano uomo comune, poiché l’acqua detiene lo scettro in tema di risorse e relativo spreco, qualcosa si può fare anche nel proprio cantuccio, grazie al metodo denominato xeriscaping. Gli spazi outdoor diventano infatti campi di applicazione dell’ecosostenibilità attraverso l’utilizzo di piante resistenti alla siccità.    

E sono sempre le piante le grandi protagoniste di un’altra idea di matrice britannica che fa bene ad ambiente, salute e tasche: una piscina naturale all’ombra del Big Ben, purificata in maniera esclusivamente green senza l’impiego di sostanze chimiche. Parliamo di “Of Soil and Water’: The King’s Cross Pond Club”. Come si apprende da questo link, “L’obiettivo della piscina, in grado di ospitare oltre cento bagnanti, è quello di esplorare il rapporto tra la natura e l’ambiente urbano. Gli utenti potranno osservare il mutevole paesaggio dello stagno, un vero e proprio piccolo ecosistema autosufficiente, con flora e fauna, e diventare più consapevoli del loro rapporto con la natura e delle conseguenze della loro interazione con essa.” Un’ottima idea, dunque, per superare le calde giornate estive restando in forma, che farà sicuramente gola sia ai residenti che ai turisti, senz’altro più decorosa, oltretutto, degli inqualificabili quadretti cittadini dei bagnanti alle fontane pubbliche, cui non è raro assistere in determinate località dove il controllo latita.

Altra trovata vincente che sposa forma fisica e tutela dell’ambiente non disdegnando l’arte, è l’iniziativa da poco sbocciata dell’art running. L’idea è “uscire dall’hotel con un personal trainer per fare running ammirando le bellezze artistiche della città”.

Insomma, dalla grande alla piccola scala, tutto è possibile.

Basta usare la testa!

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