Io no spik italian…


“Io amo l’italiano… quello che non mi piace è mischiare le lingue, e mischiarle in questo modo mostra un complesso d’inferiorità, pigrizia e trascuratezza. […] Anche io dico mouse quando uso il computer, ma per tutto il resto credo che abbiamo una grande lingua, quindi dobbiamo avere buon senso ed usare l’italiano”.

Così Beppe Severgnini a proposito dell’abuso di parole inglesi nella lingua italiana.

Gli esempi si sprecano, ma la battaglia, ormai nota, denominata Dillo in italiano, mette spietatamente a nudo il fastidio quasi fisico che si comincia a provare di fronte all’uso reiterato di termini stranieri anche dove non richiesto, come se fosse una moda o un modo sbrigativo per apparire più intelligenti e colti. La petizione ora è stata chiusa, ma vale la pena riportare anche solo un passaggio di questo articolo di Massimo Gramellini:

Se anche voi non sopportate chi in ufficio si dà la mission di proporre uno step che esalti il brand e individui una location dove briffare i competitor. Se anche voi, ogni volta che al telegiornale qualche politico affamato di poltrone denuncia problemi di governance, vi monta un tale prurito alle dita che avreste voglia di killarlo, ma vi limitate a schiacciare il tasto del telecomando come se fosse un ragno. Se anche voi pensate che quando qualcuno non sa cosa dire lo dice in inglese, specie se non sa neppure l’inglese, allora vi suggerisco di leggere e firmare la petizione all’Accademia della Crusca  (…)

Al fenomeno dell’Italenglish è dedicata anche un’interessante, quanto recente puntata della rubrica del TG3 Fuori, con un gustosissimo numero (per evitare la parola sketch) di Michele Mirabella e Massimo Wertmuller.

In effetti l’italiano, inteso come lingua oltre che come popolo, ama farsi del male. Si è prostrato di fronte all’imperialismo anglosassone, e nel suo confronto con l’inglese c’è un miss match, vale a dire che non c’è partita.

E dire che il povero Colombo, l’impiegato interpretato da Paolo Villaggio in una spassosa pellicola, era stato costretto “dal sistema” a volare a Londra, con compagni di scuola non esattamente suoi coetanei, per apprendere l’inglese!!!

I tempi cambiano e bisogna adeguarsi! Quindi, “keep calm…e parliamo italian!

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