Un gift, un toast…e il Natale è servito!


Natale, tempo di spendere (con parsimonia) e di spendersi (con frenesia) per festeggiamenti, doni, viaggi per i più fortunati, acquisti utili. Così, da ogni parte sbucano hints and tips sul regalo più indicato, l’holiday outfit più consono o il table setting più appropriato. Piovono insomma dritte a profusione su come evitare il pericolo di incorrere in banana skin, cioè di fare gaffe (o di mettre les pieds dans le plat, se si preferisce), su tutti i fronti.

Ad esempio, per un presente che i giapponesi definirebbero kawaii, alternativa nipponica di cool, a una donna con un flair per i gioielli brillerebbero gli occhi davanti a un sautoir o un bangle, mentre i più fashion che non rinuncerebbero per niente al mondo al loro essere hip, variante di à la page con un grado di originalità in più, apprezzerebbero di sicuro una bella varsity jacket che fa tanto Ricky e Potsie di Happy Days.

Certo, i nitpicker, cioè i criticoni che hanno da ridire su tutto, non mancheranno mai all’appello, bisogna farsene una ragione, ma almeno durante le feste si tende sempre a dare il meglio, anche in tempo di crisi. In America, addirittura, impazza il fenomeno del Rent to Own, l’acquisto a rate che permette di fare shopping a debito. Peccato che, come si apprende dal link segnalato, “Gli interessi reali superano il 100 per cento, e secondo le statistiche il 75 per cento dei prodotti acquistati con la formula del rent to own viene restituito poche settimane dopo la prima scadenza delle rate.”

C’è chi invece opta per regali green visitando magari mercatini che di particolare hanno anche la location, come il Milano Green Christmas, “mercatino dove trovare arredi bio-design, cosmesi naturale, abbigliamento eco-fashion e gioielli di sabbia e pietre dure: mille idee per tutte le tasche da mettere sotto l’albero, rigorosamente ecologico” che si tiene “tra le mura antiche della Fonderia Napoleonica Eugenia, esempio di archeologia industriale accuratamente restaurato”, per rendere l’acquistomania un pizzico più interessante (to kick it up a notch, per dirla all’inglese).

Se i regali non rispondono alle aspettative di chi li riceve, si può comunque optare per un white elephant party, che prevede la possibilità di scambiarli con altri a maggior indice di gradimento.

Purtroppo, feste ed eccessi vanno a braccetto, ed è quindi periodo anche di binge drinking e nek nomination (quest’ultima con tanto di telecamera per filmare le bravate), che naturalmente richiederanno poi l’uso massiccio di anti-hangover.

Comunque, in attesa che la seconda parte di questo post veda la luce, continuando a saltellare da un termine straniero a un altro, voglio farvi un cadeau condividendo un esilarante video che ricorda “Il favoloso mondo di Amélie”, tutto proiettato sui cliché.

Buona visione!

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