O la borsa, o la…it-bag!


Il mondo della moda piange la scomparsa di Oscar de la Renta, noto stilista scelto da grandi nomi dello spettacolo e della vita pubblica, da Jacqueline Kennedy a Hillary Clinton passando per Penelope Cruz e Amal Alamuddin. Non solo abiti, ma anche profumi e accessori, hanno avuto il privilegio di portare la sua firma, come ad esempio le clutch con pietre a cabochon, di un’eleganza raffinata che non conosce eccessi, se non per le cifre da capogiro proposte alle fashion victim.

Chi, però, non è sordo all’irresistibile richiamo delle it-bag griffate ma non vuole breaking the bank, può sempre stringere i cordoni della borsa e prendere a noleggio queste glam tool consultando i siti che “prestano” questo servizio, magari trovando tra i tanti anche il modello Baguette (dal modo di portarla, sottobraccio) di Fendi. La scelta è infatti ampia; la creatività in fatto di minibag, forse per far da contraltare alle dimensioni ridotte, non si pone limiti, consentendo di spaziare dalle borse-lettera a quelle cartolina, dalle borse cartoon a quelle cestino. Se grande è meglio, don’t panic and keep calm perché arriva in soccorso la hobo bag dalla forma a mezzaluna, ispirata al “bagaglio” degli homeless americani. Sempre in tema di accessori, anche in fatto di cappelli non c’è che da sbizzarrirsi: dal newsboy cap (modello ispirato al copricapo portato dagli strilloni) al trucker hat (più noto come cappello da baseball) al beanie hat il ventaglio di scelta è molto ampio. Il compito di chiudere questa breve incursione sul tema degli accessori spetta alle scarpe, più in particolare agli stivali, mai démodé. Sono in particolare due i modelli, passatemi il gioco di parole, difficili da scalzare: i beatles (i Chelsea boots resi celebri dai magnifici quattro di Liverpool) e i cuissard, come quelli indossati in “Pretty Woman” dall’attrice Julia Roberts, che tra l’altro sfoggiava nello stesso film anche un raffinato cappello Memar per assistere a una partita di polo. Come dire, il coraggio premia sempre.

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