Lingue in gioco, ai Mondiali ma non solo


Mentre il clima caldo dei mondiali sfodera innumerevoli termini stranieri tra i quali top player, corner, bomber, rabona, goleador e ola e il frastornante ricordo delle vuvuzela è ancora nitido, sarebbe ora di rinfrescare la memoria e tenere ben presente che l’italiano è la nostra lingua e va coltivata con dedizione, come una pianta nel prato di casa…come direbbe Andrea Lo Cicero, rugbista che ha appeso al chiodo le scarpe da gioco per imbracciare gli arnesi da giardiniere.
Prato in cui, per inciso, l’erba è sicuramente più verde di quella del lontano Brasile, dove per rendere vivo il colore bisogna ricorrere a mezzi artificiali. Come recitava una vecchia canzone….

Erba di casa mia, mangiavo in fretta e poi correvo via …quanta emozione, un calcio ad un pallone

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14 giugno 2014 · 6:26 PM

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