Grandi speranze


Chiusi i battenti del festival del cinema di Cannes, ci si proietta ora verso un altro tipo di spettacolo, i mondiali di calcio. Ma la realtà è ancora lì, fuori dal grande schermo mondano del Palais du Festival e dal piccolo schermo domestico che farà da cornice alle partite di calcio. È lì a urlare la sua presenza, il suo sdegno, la sua rabbia, attraverso la crisi economica, le vicende politiche, la guerra in Siria, i drammatici sbarchi di immigrati. Un contrasto a tinte marcate. Quando, però, spettacolo e realtà si incontrano, può nascerne qualcosa di buono, come dimostrano i fratelli Dardenne alla regìa di Deux jours, une nuit che hanno presentato per l’appunto a Cannes, e il film Tellurica, concepito per ripercorrere i terribili giorni del terremoto in Emilia. Nel primo caso, la protagonista, supportata dal marito, farà appello alla solidarietà dei colleghi per non perdere il posto di lavoro, rispecchiando appieno la realtà di oggi in tutta la sua drammaticità. Nel secondo caso, un film collettivo in 10 cortometraggi, nato sull’idea di September 11, racconta la storia di chi, il sisma in Emilia, l’ha vissuto sulla propria pelle. La telecamera, come una grande rete,  cattura tutto: lo shock subito, la perdita in tutte le sue forme, il rapporto con la natura, a volte efferata e di una crudeltà cieca, la solidarietà, lo sciacallaggio…

Ci sono i volti reali di gente comune, con storie vere, e i volti prestati dalle star per rappresentare la gente comune che ha vissuto storie reali o che tali potrebbero essere. Julia Roberts e John Travolta, rispettivamente in Erin Brokovich e A Civil Action, portano sullo schermo casi di ruined lives imputabili all’inquinamento dell’acqua potabile a causa degli scarichi industriali. Matt Damon, invece, in Promised Land, si muove in uno scenario tratteggiato dal fracking, elogiandone e promuovendone la pratica in nome del capitalismo più sfrenato, esercitando un pressing incalzante sulla popolazione di una cittadina statunitense. Tutto sembra rientrare perfettamente nell’ordine di cose che oggi riporta alle terre dei fuochi e a tanti altri focolai di inquinamento sparsi in tutta Italia. Il dilemma è più che mai ardente e vivo: la realtà supera la fantasia? Se la domanda è destinata a non avere risposta,  una cosa almeno è certa: fin quando esisteranno “eroi non per caso” impegnati a contrastare non solo l’inquinamento “fisico” come la vera Erin Brockovich, ma anche quello “morale”, la corruzione di ogni ordine e grado, come Don Luigi Ciotti (e molti altri che nell’ombra scrivono la storia), la realtà potrà sempre assumere contorni più rosei. Il grido di speranza arriva, forte e chiaro, dalle frequenze di Radio 100 passi.

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