Food lover e…contorni vari


Deliziare il palato: questo il must per molti food lover che esprimono la propria passione in vari modi. Si va dal locavoro  che preferisce  consumare solo cibi locali, al foodie, aperto alle novità e sempre pronto a esplorare nuovi sapori  viaggiando in lungo e in largo per non perdersi neanche un assaggio.

C’è poi il fanatico del food porn  che, oltre a deliziare il palato delizia anche gli occhi, nutrendosi a sazietà di immagini che sono un vero e proprio inno al cibo, confezionate con un’attenzione morbosa a dettagli, colori, luce. La stessa cura particolare che dedica il food blogger  alle pietanze preparate con passione per la felicità dei follower più costanti, felici di stupire i propri ospiti riproponendo fedelmente le ricette seguite o, magari, personalizzandole con qualche ingrediente in più.

Quella del food writer, poi, è una vera e propria arte che sposa forchetta e penne…ehm, tastiera, dando vita a pagine che svelano tutto un mondo di saperi, oltre che sapori. Chi ha amato la figura di Julia Child  e film come “La cuoca del Presidente” (tratto da una storia vera) o come il divertentissimo “Chef”  sa bene come in un piatto possano fondersi antropologia, cultura e filosofia.

Quando la passione culinaria – che raggiunge l’apice con la food art  dando forma a veri e propri capolavori – strizza l’occhio all’ambiente, nonché al portafoglio, ancora meglio, grazie al food sharing , un ottimo modo per combattere gli sprechi.

Se poi l’oggetto del desiderio si sposta dal cibo alla propria immagine, non resta che fotografare se stessi all’interno del luogo che il cibo lo conserva…il frigo, realizzando un riccing. I più pigri ai fornelli, invece, ma che amano curiosare tra i libri di ricette, possono sempre ripiegare su una visita a un bookbar  per  regalarsi veri attimi di relax anziché sudare le sette camicie e combattere la guerra dei mestoli come in un episodio di “Hell’s Kitchen”. Per una pausa breve tout court, comunque, si può sempre optare per un  buon caffè, ancora meglio se sospeso, dati i tempi di crisi! Una tradizione così apprezzata da essere esportata con successo con la versione del suspended coffee.

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