Lavoro…per molti, ma non per tutti


Il 1° maggio è alle spalle, ma il tema del lavoro, anche se per molti sarebbe più opportuno dire del non lavoro, resta sul tavolo, insieme a termini più o meno conosciuti che rimpolpano il nostro vocabolario, come Neet, bomeur, New Domesticity, Smart working, personal branding. Mentre il Neet è posto al centro del Piano nazionale Garanzia giovani, che si propone di attuare strategie concrete per avvicinare i disoccupati al mondo del guadagno, dalla Francia il bomeur professa l’arte del vivere senza lavoro, nel segno di uno stile cool e creative. Orientandosi verso lo smart-working, intanto, le aziende italiane sostituiscono il luogo fisico per eccellenza dei colletti bianchi (l’ufficio) con il telelavoro, mentre le donne americane dettano le regole della New domesticity  rivelandosi brilllanti breadwinner dietro il desk iperattrezzato tra le pareti di casa. In un mondo social, popolato di selfie, belfie e felfie anche la ricerca di un’occupazione passa attraverso una forte visibilità in rete e un networking mirato ed efficace, ricorrendo al personal brandingMagari bastassero i social network e la Web Reputation per portare a casa la pagnotta o, per dirla nella lingua del regista di Bread and Roses (per restare in argomento) to bring home the bacon!

       

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3 maggio 2014 · 8:09 PM

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