Pedalare…! Dal couch potatoing al Finish!


Tenersi in forma è importante per il benessere psicofisico della persona, particolarmente in questi tempi di crisi che rendono inclini all’arrendevolezza, alla pigrizia, alla pratica quotidiana di couch potatoing. Bisogna rialzarsi, scuotersi dal torpore e prepararsi a ricevere la primavera, non quella metereologica, o non solo quella, ma quella della mente, che induce a mettere/rimettere in moto i meccanismi di difesa. La capacità di agire/reagire, quindi, di studiare modi concreti per fronteggiare la situazione e provare a uscirne. Cercare stimoli, input, molle vere e proprie (spring, in inglese) che ci spingano a proiettarci nel futuro. Ci si dovrebbe avvicinare ai concetti buddisti di mindfulness e monkey mind, dove il primo indica la consapevolezza di sè e il secondo la mente ballerina che vaga di continuo da un pensiero a un altro (motivando l’accostamento alla scimmia) senza riuscire a focalizzarsi sul presente. Se riuscissimo a far prevalere il primo concetto sul secondo e a metterlo in pratica nel quotidiano, potremmo mettere bene a fuoco cosa succede a noi e intorno a noi e capire come rapportarci agli eventi. Ciò vorrebbe già dire incamminarsi verso la conquista della piena gestione della propria vita. Da lì alla ricerca del benessere psicofisico il passo è breve. Basta individuare il tipo di disciplina più confacente alle proprie attitudini e praticarla. Direttamente dagli Stati Uniti, ad esempio, arriva su due ruote il SoulCycle, eloquentemente descritto dallo slogan che ne condensa lo spirito: “Comincia il viaggio. Cambia il corpo. Trova l’anima”. Tra una respirazione guidata, una pedalata e le parole del Dalai Lama in sottofondo, si entra in una dimensione simil-onirica che, a giudicare da quanto dicono gli aficionados della disciplina – star di Hollywood in testa – pare faccia miracoli. Se al parquet di una palestra si preferisce però una soffice coltre di neve, si può optare per la snowbike o per la ktrak snow bike, entrambe dispensatrici di prodigiosi benefìci. Lontani dalla sana e fresca aria di montagna, sulle strade cittadine l’e-byke, la bicicletta elettrica, è una valida alternativa, soprattutto per chi desidera avvantaggiarsi della pedalata assistita, per problemi di salute o per evitare un affaticamento eccessivo. In qualunque versione lo si declini, questo mezzo a due ruote è un oggetto cult. Come non ricordare quello rubato nella nota pellicola Ladri di biciclette o quello su cui Roberto Benigni porta a spasso la sua “principessa” in La vita è bella? E ancora, nella vita reale, la bicicletta su cui Audrey Hepburn porta a spasso l’inseparabile cagnetto che occupa un posto d’onore nel cestino? E per passare a tempi ed esempi più recenti, anche se decisamente meno glamour, si pensi al nostro giovane (sul serio) Premier che, a cavallo della propria bici anziché in sella a una moto come la star cui strizza l’occhio, domina la strada della politica italiana. La parola d’ordine, dunque, è muoversi, trovare un equilibrio mente-corpo e cercare un percorso con un traguardo ben definito da raggiungere, rialzandosi dopo ogni caduta e proseguendo instancabili, tappa dopo tappa, fino a raggiungere il Finish.

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15 marzo 2014 · 4:32 PM

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