« La grammaire est, après le cheval, et à côté de l’art des jardins, l’un des sports les plus agréables. » de Alexandre Vialatte


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“Il destino di un popolo dipende dalle condizioni della sua grammatica. Non esiste un grande paese senza proprietà di linguaggio.”  Fernando Pessoa

Grammatica, un termine che certamente ha un peso non indifferente nello studio di una lingua. Molti la amano alla follia, molti la odiano, anche perchè probabilmente si prova a volte la sensazione che studiarla richieda innumerevoli ore di instancabile impegno, assoluta dedizione, massima concentrazione.

Molti ne imparano le regole a menadito per poi realizzare di agire come automi che non capiscono cosa stiano facendo né perchè. Tutto ciò risulta frustrante non solo per chi impara ma anche per chi insegna, e a tal proposito mi piacerebbe che i lettori  condividessero i sistemi più o meno personali adottati regolarmente per rendere più sopportabile, quando non addirittura allettante e divertente, lo studio delle regole grammaticali.

Nel frattempo, prendo in prestito alcune frasi tratte da L’eleganza del riccio per offrire una chiave di lettura alternativa sull’argomento.

Io credo che la grammatica sia una via d’accesso alla bellezza. Quando parliamo, quando leggiamo o quando scriviamo, ci rendiamo conto se abbiamo scritto o stiamo leggendo una bella frase. Siamo capaci di riconoscere una bella espressione o uno stile elegante. Ma quando si fa grammatica, si accede a un’altra dimensione della bellezza della lingua. Fare grammatica serve a sezionarla, guardare com’è fatta, vederla nuda, in un certo senso. Ed è una cosa meravigliosa, perché pensiamo:”Ma guarda un po’ che roba, guarda un po’ com’è fatta bene!”, “Quanto è solida, ingegnosa, acuta!”. Solo il fatto di sapere che esistono diversi tipi di parole e che bisogna conoscerli per definirne l’utilizzo e i possibili abbinamenti è una cosa esaltante.  Penso che non ci sia niente di più bello, per esempio, del concetto base della lingua, e cioè che esistono i sostantivi e i verbi. Con questi avete in mano il cuore di qualunque enunciato. Stupendo, vero? I sostantivi, i verbi…Forse bisogna collocarsi in uno stato di coscienza speciale per accedere a tutta la bellezza della lingua svelata dalla grammatica.

Queste parole suonano come una vera e propria dichiarazione d’amore alla materia, proprio come quella che si enuncia dalle dichiarazioni di Pierre Bergounioux in questo video [fr]  e che traspare dal ritratto che ne fà Charles Baudelaire

      “La grammatica, la stessa arida grammatica, diventa qualcosa come una stregoneria evocativa; le parole risuscitano rivestite di carne e d’ossa, il sostantivo, nella sua maestà sostanziale, l’aggettivo, abito trasparente che lo veste e lo colora come una vernice, e il verbo, angelo del movimento che dà l’impulso alla frase.”

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