SOS lingue!


Celebre la scena del singing-waiter Charlie Chaplin che in Tempi moderni canta “Io cerco la Titina” in esperanto.

Ma quali sono le origini di questo idioma? Si tratta di una lingua artificiale sviluppata da un oftalmologo polacco per creare una lingua franca che favorisse la comunicazione tra i non parlanti una stessa lingua e, perché no, i rapporti pacifici tra questi. In realtà, a quest’obiettivo si affiancava quello, ancora più nobile se possibile, di promuovere la conservazione delle lingue minori, tanto da far sviluppare il concetto di democrazia linguistica di cui l’associazione SAT AMIKARO si fa portavoce.

Lo stesso obiettivo viene perseguito da Sorosoro, sul cui sito si trovano importanti informazioni riguardanti le lingue in pericolo di estinzione, con una estensiva panoramica che travalica confini geografici e dati numerici per concentrarsi sulla dignità delle singole lingue e sul relativo diritto di esistenza e sopravvivenza. Una lingua, con le molteplici connotazioni storiche, geografiche, sociali e culturali che ne derivano, è un ricco patrimonio da salvaguardare con tutti i mezzi che si hanno a disposizione, e il lavoro svolto da associazioni come quella indicata e dal National Geographic si muove proprio in questa direzione.

Per cominciare, chissà che un giorno, sulla scia di Chaplin, qualcuno non cominci a intonare qualche nota in esperanto, dopo averlo appreso da autodidatta su Iernu!

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