Dalle espadrillas alle flip flop: da dove vengono i fashion terms?


Accantonata la mise estiva (casual e non) fatta di espadrillassabotflip flop, caftano e panama, e allontanatasi la parentesi dei pantaloni hip hop (con coulisse à gogò)  ravvivati, se ce ne fosse bisogno, dai colori sprint di top e ballerine, si scivola verso gli intramontabili jeans indossati con blusa o camicia e cardigan o poncho, aggiungendo perché no un tocco di femminilità con un paio di peep toes

Come in un défilé, è poi la volta del fascinoso trench in versione sportiva o elegante, impreziosito in quest’ultimo caso da lavallière dai colori soft o da fascinosi foulard dai toni pastello che cederanno più avanti il passo a sinuose, quanto morbide e avvolgenti, sciarpe tubolari.

Già, per gli amanti delle lingue, il variegato mondo della moda sfornerà sempre nuovi termini che accendono la curiosità anche per l’inevitabile evoluzione dei capi di vestiario nel tempo in base a coordinate storiche, sociali e culturali diverse.

Dallo star style che ha immortalato i pantaloni Capri indossati da Audrey Hepburn o la celebre bombetta di Charlot (al secolo Charlie Chaplin) o di Stan Laurel (al secolo Stanlio) alla street fashion, la moda ha sempre avuto qualcosa da dire…il più delle volte, in un’altra lingua. Il termine haute couture ne è forse l’esempio più emblematico.                  

  

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